Home » Ordinanze della Cassazione sul tema dell'eccezione di prescrizione

Ordinanze della Cassazione sul tema dell'eccezione di prescrizione

Con due recenti ordinanze la Corte di Cassazione è tornata ad esprimersi slla questione della validità dell’eccezione di prescrizione formulata dall’istituto di credito.

Scarica la sentenza e leggi la nota di commento del dr. Vecchi

Con due recenti ordinanze la Corte di Cassazione è tornata ad esprimersi su una questione assai dibattuta nei giudizi di ripetizione ex art.2033 c.c. intentati dai correntisti bancari: la validità dell’eccezione di prescrizione formulata dall’istituto di credito.

Rammentato che la Suprema Corte, con sentenza n.4518 del 26.02.2014, aveva già affrontato il tema – affermando che “i versamenti eseguiti su conto corrente in corso di rapporto hanno normalmente funzione ripristinatoria della provvista e non determinano uno spostamento patrimoniale dal solvens all’accipiens” e chiarendo che “tale funzione corrisponde allo schema causale tipico del contratto”, circostanza per cui “una diversa finalizzazione dei singoli versamenti (o di alcuni di essi) deve essere in concreto provata da parte di chi intende far decorrere la prescrizione dalle singole annotazioni” – con due recenti ordinanze (la n.18581 del 26.07.2017 e la n.20933 del 07.09.2017) i giudici ermellini hanno dapprima messo in discussione il precedente orientamento, per poi confermarlo.

Con l’ordinanza n.18581, gli ermellini – mutando il precedente orientamento – avevano stabilito che "non compete alla banca convenuta fornire specifica indicazione delle rimesse solutorie cui è applicabile la prescrizione…..D'altro canto, ai fini della valida proposizione della domanda di ripetizione non si richiede che il correntista specifichi una ad una le rimesse, da lui eseguite, che, in quanto solutorie, si siano tradotte in pagamenti indebiti a norma dell'art.2033 c.c.. Non si vede, in conseguenza, perchè debba essere la banca che eccepisca la prescrizione ad essere gravata dall'onere di indicare i detti versamenti solutori".

Di contro, più recentemente (ordinanza n.20933 del 07.09.2017), hanno affermato che "qualora, come nella specie, l'avvenuta stipulazione tra le parti del contratto di apertura di credito non sia in contestazione, la natura ripristinatoria delle rimesse è presunta: spetta dunque alla banca che eccepisce la prescrizione di allegare e di provare quali sono le rimesse che hanno invece avuto natura solutoria (cfr. Cass. n.4518/2014); con la conseguenza che, a fronte della formulazione generica dell'eccezione, indistintamente riferita a tutti i versamenti intervenuti sul conto in data anteriore al decennio decorrente a ritroso dalla data della proposizione della domanda, il giudice non può supplire all'omesso assolvimento di tali oneri, individuando d'ufficio i versamenti solutori".

commenti ( 404 Not Found

Not Found

The requested URL /solswv1/siti_erogazione/php/commenti.php was not found on this server.

)
STUDIO VECCHI

STUDIO VECCHI

404 Not Found

Not Found

The requested URL /solswv1/siti_erogazione/php/conta_pagina.php was not found on this server.