Sentenze

L'avviso su G.U. non attesta la legittimità del cessionario di crediti in blocco

Molto frequentemente il cessionario di crediti in blocco da parte di un istituto bancario agisce in via giudiziaria per il recupero del credito acquisito. Per agire, tuttavia, deve fornire compiuta prova della titolarità del credito, non essendo sufficiente il richiamo alla Gazzetta Ufficiale in cui si da atto della cessione dei crediti in blocco, salvo che l’inserzione in G.U. rechi indicazioni sufficientemente analitiche e chiare atte a provare che "il contenuto pubblicato nella Gazzetta indichi, senza lasciare incertezze od ombre di sorta (in relazione, prima di ogni altra cosa, al necessario rispetto del principio di determinatezza dell'oggetto e del contenuto contrattuale ex art.1346 cod. civ), sui crediti inclusi/esclusi dall'ambito della cessione" (Corte di Cassazione, prima sez. civile, ordinanza n.5617/2020).
In sintesi, secondo la Suprema Corte, l'avviso di cessione del credito pubblicato sulla G.U. non è idoneo ad attestare la legittimazione attiva del cessionario di crediti in blocco, assolvendo unicamente alla funzione di sostituto della notifica ex art.1264 c.c..
In senso conforme anche Cassazione, terza sezione civile, ordinanza n.2780/2019.
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Propensione al rischio dell'investitore e responsabilità dell'intermediario

Sulla scia delle precedenti recenti pronunce, anche la sezione sesta della Corte di Cassazione ha chiarito che "la sussistenza di una peculiare propensione al rischio dell'investitore non è ragione di esonero dell'intermediario dalla prestazione degli obblighi di informazione, né della relativa responsabilità; così come non lo è una sua eventuale << abitualità operativa >>".

La Corte, richiamando la Cassazione n.8333/2018, ha inteso puntualizzare << che un investitore propenda per investimenti rischiosi .... non toglie che egli selezioni tra gli investimenti rischiosi quelli a suo giudizio aventi maggiori probabilità di successo, grazie appunto alle informazioni che l'intermediario è tenuto a fornirgli>>.

Peraltro, richiamando in questo caso Cassazione n.10286/2018, la Corte ha chiarito che << tanto più elevato è il rischio dell'investimento tanto più puntuali devono essere le informazioni da fornire >>, anche in presenza di investitori esperti o abituali.

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Capitalizzazione composta degli interessi nei contratti di leasing

Per la prima volta in Italia, sulla base di una mia CTU, è stata accertata la presenza della capitalizzazione composta degli interessi nei contratti di leasing. Pertanto, con sentenza n.4102/2020, il Tribunale di Napoli, avendo accertato che il regime composto non era stato convenuto tra le parti, ha disposto il ricalcolo dell'intero rapporto in regime semplice, con conseguente rideterminazione sia del canone di leasing che del prezzo di riscatto finale in termini più vantaggiosi per l'utilizzatore.

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Contratti derivati, così la Cassazione si esprime sulla loro validità

Con sentenza n.8770 del 12.05.2020, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite si è espressa su alcune questioni di grande attualità in tema di contratti derivati.

Scarica la sentenza e leggi la nota di commento del dr. Vecchi

Contratti derivati, così la Cassazione si esprime sulla loro validità

Con sentenza n.8770 del 12.05.2020, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite si è espressa su alcune questioni di grande attualità in tema di contratti derivati.

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La Cassazione si esprime su importanti principi in tema di contenzioso bancario

Con sentenza numero 9140 del 19.05.2020, la prima sezione civile della Corte di Cassazione ha statuito alcuni importanti principi in tema di contenzioso bancario.

Scarica la sentenza e leggi la nota di commento del dr. Vecchi

Gli accertamenti sulla prescrizione vanno eseguiti sul “saldo ricalcolato”

Con ordinanza n.9141 del 19.05.2020, la Cassazione ha chiarito alcuni principi in tema di prescrizione del diritto di ripetizione del correntista.

Scarica la sentenza e leggi la nota di commento del dr. Vecchi